La traccia memoria del volontariato della provincia di salerno


Cap IV
I VERI E I FALSI ESORCISTI

esorcismo

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Nei tre anni della sua vita pubblica, Gesù Cristo, non ha solo predicato la conversione dal peccato e ha perdonato i peccatori pentiti e non ha solo operato guarigioni di persone affette dalle più diverse malattie, ma ha anche «scacciato demòni», cioè ha liberato persone che erano possedute e tormentate fisicamente e psichicamente dal demonio. Per Gesù il mondo diabolico, costituito in un «principato», di cui Satana è il capo e i demoni suoi servitori e aiutanti, è una realtà. Per mezzo dell’esorcismo Gesù ridona alle vittime di Satana, piena sanità fisica e psichica e la libertà spirituale. Ecco perché l’apostolo Giovanni scrive che Gesù «il Figlio di Dio, è apparso per distruggere le opere del diavolo» (1Giovanni 3,8)

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L’attività esorcistica è per Gesù un’attività di estrema importanza perché liberando gli uomini dalla schiavitù di Satana, dimostra di essere il Signore della vita e il Salvatore degli uomini. La sua lotta contro Satana è infatti condotta con uno stile particolare, per cui egli si discosta profondamente dagli esorcisti del suo tempo i quali compivano pratiche e ritualità più o meno magiche che Gesù non usa mai. Egli caccia i demoni con la sola forza della sua parola; comanda loro di andarsene, ed essi sono costretti ad obbedirgli senza poter opporre la minima resistenza. Non vi era inoltre traccia, negli esorcisti contemporanei di Gesù, di un qualsiasi legame tra l’espulsione dei demoni e la venuta del Regno di Dio, legame che invece è essenziale nella missione salvifica di Gesù, per il quale la cacciata dei demoni è «segno» che Dio è giunto tra gli uomini e il suo Regno e il suo amore misericordioso è presente e in azione nel mondo.

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Gesù durante gli anni in cui ha annunciato il Vangelo, ha frequentemente svolto anche il ministero dell’esorcista, invitando esplicitamente i suoi discepoli a fare altrettanto, concedendo loro il suo stesso potere di cacciare i demoni (Marco 3,14-15; 6, 7; 16,17). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ricordò, durante l’Udienza Generale di mercoledì 3 giugno 1998, che «una tipica attività di Cristo è proprio quella dell’esorcista». Cristo era esorcista e il Vangelo stesso testimonia numerose liberazioni che egli ha operato, a beneficio degli indemoniati. Gesù è chiarissimo nelle sue espressioni e mostra di capire e di distinguere molto bene la differenza tra la malattia fisica e la possessione diabolica. Nel caso di malattia, Gesù si rivolgeva direttamente e benignamente al malato stesso; invece, quando si trovava davanti a una persona posseduta dal demonio, non si rivolgeva a quella persona, ma a un essere malvagio, distinto dalla persona, ordinandogli di uscire da essa. All’indemoniato nella sinagoga di Cafàrnao, Gesù non dice: «Taci», ma «Taci ed esci da quell’uomo!» (Marco 1,25). Al ragazzo, definito artificiosamente epilettico da alcuni teologi contemporanei, mentre in realtà era posseduto da uno spirito maligno che gli bloccava la parola e l’udito, Gesù non dice: «Sii guarito e va in pace», ma «Spirito muto e sordo, io te l’ordino, esci da lui e non vi rientrare più!» (cfr. Marco 9,25). Gesù cacciava realmente il demonio da quelle persone. Tale essere, in presenza di Gesù, venuto nel mondo per distruggere le opere del diavolo (cfr. 1Giovanni 3, 8), manifesta terrore, cade a terra prostrato dalla potenza di Dio che è in Gesù, urla rabbiosamente chiedendo di non essere mandato via, dichiara di conoscere la dignità soprannaturale di Gesù stesso (cfr. Marco 1, 24; Luca 4, 34; Marco 5, 6; Matteo 8, 29; Luca 8, 28.Non si comportano così i malati, nemmeno quelli con malattie psichiche, essi infatti non possono avere conoscenze e capacità che vanno al di fuori dell’umano, cose che invece dimostrano chiaramente di avere i posseduti dal demonio. 

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Satana e i demoni sono esseri di natura esclusivamente spirituale, realmente esistenti, dotati d’intelligenza e di volontà. All’inizio erano angeli buoni, poi, da se stessi si sono trasformati in malvagi perché, con libera e irrevocabile scelta, hanno rifiutato Dio e il suo Regno, dando così origine all'inferno (Compendio al Catechismo della Chiesa Cattolica n.° 74). Essi agiscono fra gli uomini sia con un’attività ordinaria, vastissima, che si manifesta nelle tentazioni, sotto le loro molteplici forme, sia con un’attività straordinaria, più rara, ma oggi in forte crescita, a causa dell’aumento nella società odierna delle pratiche occulte e che si manifesta nei fenomeni d’infestazione, di vessazione, di ossessione o di possessione diabolica. 

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La Chiesa ha ricevuto da Cristo Signore, il compito di contrastare con gli esorcismi l’azione straordinaria del demonio, continuando così nel tempo la missione del suo Maestro. Nella Chiesa Cattolica, il ministero di esorcizzare le persone possedute dal demonio, secondo il Codice di Diritto Canonico, può essere esercitato da un Vescovo nella sua Diocesi o da un Sacerdote, con speciale ed espressa licenza dell’Ordinario del luogo che di norma è il Vescovo nella sua Diocesi. Per esorcisti dunque non s’intendono tutti quei personaggi che compaiono nelle pubblicità offerte dal mondo della magia, magari con la qualifica aggiuntiva di cartomanti o guaritori: in questi casi l’ “esorcismo” è semplicemente una pratica di lucro, del tutto inefficace o addirittura dannosa. Dobbiamo però anche prendere atto che quando davanti alle richieste da parte dei fedeli di benedizioni o di altri sacramentali, alcuni Sacerdoti si rifiutano, perchè temono o sospettano di accondiscendere a qualche presunta forma di superstizione, tale rifiuto può diventare concausa della vertiginosa crescita dell’appropriazione da parte dei maghi, del «vocabolario» cristiano delle benedizioni e perfino degli esorcismi, lucrando ottimamente. I Sacerdoti, invece, dovrebbero considerare tali richieste una preziosa occasione di evangelizzazione. Una semplice benedizione infatti, può diventare una opportunità sia per esortare a una vita cristiana seria, sia per spiegare il senso autentico delle benedizioni agli oggetti e alla persone.

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«Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza del Maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l’ha praticato; è da lui che la Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare. L’esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca, e ciò mediante l’autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa» (Catechismo della Chiesa Cattolica n°1673).

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La possessione diabolica non è uno sdoppiamento della personalità, come avviene nel caso di certe malattie psichiche. Si tratta, piuttosto, di una “sostituzione temporanea” di una persona con un’altra: durante questa sostituzione subentra l’azione esterna di un essere non umano, dotato di intelligenza e di volontà, che agisce attraverso la persona posseduta in maniera brutale, usando il suo corpo, parlando con alterigia e agendo come vuole, senza che quella possa resistere. Questo essere estraneo mostra di comprendere o di poter parlare lingue sconosciute alla sua vittima e di conoscere cose o fatti che essa non sa né può sapere. Può manifestare una forza fisica sproporzionata al peso e all’età di quella persona e sempre manifesta un odio indescrivibile verso tutto ciò che è sacro o che ha riferimento con il sacro o con la vita e il progresso spirituale dell’uomo. I nostri fratelli e le nostre sorelle, che subiscono tale drammatica esperienza, soffrono atrocemente sotto i colpi del demonio, completamente proteso nei loro confronti al male, in tutti i sensi; e né il medico, né lo psicologo, né lo psichiatra né lo psicoterapeuta possono intervenire per aiutarli. Quando si tratta di autentica possessione diabolica, solo la Chiesa, attraverso il ministero pastorale degli esorcismi, può soccorrerli, nel nome di Cristo, che ha conferito ai suoi discepoli il potere di cacciare i demoni e di prestare questa opera di liberazione dal potere di Satana, in favore di coloro che subiscono tale forma di violenza, definita “azione straordinaria” del demonio.

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Taluni, completamente ignari del vero significato degli esorcismi, hanno ritenuto di poterli “liquidare”, assimilandoli alla magia. Gli esorcismi, invece, non hanno nulla a che fare con la magia: anzi, ne sono l’antitesi. Gesù opera “con il dito di Dio” (Luca 11, 20), per cui la sua è una azione salvifica che si discosta radicalmente da ogni pratica magica. Mentre, infatti, la magia pretende di servirsi degli spiriti demoniaci per compiere il male, Cristo lotta invece contro di essi e li vince (cfr. Mc 1, 23-28 32-34. 39) per liberare gli uomini dalla loro schiavitù. La magia, quando non si tratta di semplice imbroglio, opera sempre implicitamente o esplicitamente evocando l’azione di Satana e degli spiriti del male che Cristo caccia con la sola forza della sua parola. Negli esorcismi si manifesta, con evidenza, la potenza di Dio su Satana e come tutti gli esseri, diavolo e demoni compresi, debbano obbedire a Cristo, perché egli è Dio e di Dio è la signoria, la maestà e la gloria. Cristo rivela che, con la cacciata dei demoni, il Regno di Dio è giunto tra gli uomini per sottrarli al dominio di Satana, per cui gli esorcismi sono un segno dell’attività salvifica di Dio e dell’amore senza limiti che egli ha per gli uomini e della vittoria di Dio su Satana. Tale vittoria viene partecipata ai discepoli di Cristo nella Chiesa, per mezzo della fede e della preghiera che in casi specifici può assumere la forma dell’esorcismo. 

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«Alla vittoria di Cristo sul diavolo partecipa la Chiesa: Cristo infatti ha dato ai suoi discepoli il potere di scacciare i demoni. La Chiesa esercita tale potere vittorioso mediante la fede in Cristo e la preghiera, che in casi specifici può assumere la forma dell’esorcismo» (Giovanni Paolo II – Udienza Generale del 20 agosto 1986).

 

 

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